Palermo

E ora è tutta silenzio la notte
nel fischio degli spari
rotta la mia finestra
anche il rumore della carrozza che rotola
nella strada accanto voltato l’angolo

tutto è silenzio la notte questa notte
molti sono soli come me
nella città – silenzio, nella città – rumore – di – stelle
silenziose come tutti sanno
nel volgere delle sfere
che risuonano nella sveglia
accanto al letto caricata
per destarmi domattina
a una giornata senza sogni
più perduta della notte.

Molti hanno una donna sotto l’amore
questa notte
io canto per quelli che non ne hanno nessuna
sotto l’amore
che si ricordano di quando
amarono in un altro tempo
e hanno la fronte perduta
la testa perduta le mani perdute
ad inseguire la freccia che fila
diritta verso il bersaglio
del destino.

Da stella a stella, nostalgia del mare
sono andato verso la collina
per avere più nostalgia
e volevo salire sul monte
per morire di nostalgia

Da un orizzonte all’altro azzurro d’odio
cercavo uno spiraglio di nulla
ma il mondo esiste tutto non c’è niente
che non esista anche la morte è viva
anche la morte
e non potei non essere non nato
io, Gianni seme d’uomo nato d’uomo
dai tempi prima dei tempi fimo all’infinito.

Adesso le ore gocciolano allegre
sicure di schiacciarsi sul selciato
dove ieri anche camminavo dove
ho camminato oggi e anche domani
camminerò spazio sempre sé stesso
dove passo e ripasso io diverso
più volte dove tutto è soltanto
una volta
sé stesso.

Adesso dormire, adesso dovremmo dormire tutti
tutti voi come me dentro il silenzio
quanti siete come me questa notte
perduti dai ricordi perduti dal passato
cercati dall’avvenire
nella polvere delle strade
soli sempre soli ancora più soli
con le donne che ci amano
quando lei non c’è più

Dormire
la rivedrei come questa notte
tutta fatta di capelli
una lampadina accesa, la luce di una lampadina
senza vetro né cristallo
accesa accesa soltanto
– l’interruttore è l’istante che non ricordi
quando ti addormenti.

Dormire, va bene
anche stanotte cercherò nel sonno
i sogni della vita
sia pure ascolterò i suoi passi d’aria
risuonare più forti del silenzio
i suoi piedi sui miei occhi
azzurri
altissima su di me

Autore: Gianni Toti

Data: 9 marzo 1947

Numero serie: 1947_0097

Temi: Insonnia; malinconia, amarezza, tristezza

Emozioni trasferite nella scrittura: Malinconia, amarezza, tristezza