Volti

È sera ed il volto si attenua
del giorno, il possibile volto
da fingere agli occhi tra un volo
di rondini e un’onda di nuvole

È sera, una stanza, una penna
e qualche rumore lontano
che rende la voce al silenzio
perduta vagando tra i canti
degli uomini e le parole.

È sera ed è il sonno che gli occhi
socchiude a visioni più false
o forse più vere, altro incanto
di cui saprò solo più tardi,
più tardi, mutato in ricordo.

È sera ma il pallido volto
del giorno – fluisce e lontana
ricerca la maschera buia
notturna, la maschera bruna
più vera del volto – non è
il volto del tempo nell’aria
ma è l’ansia muta degli occhi.
lo specchio del sogno, l’antica
sorpresa, un’immagine, un volto
rimasto segreto – e fa cuore.

È sera, mi resta il messaggio
del giorno, il tuo volto che scruto
a leggerne vive parole
portate negli occhi dagli occhi
sorpresi per via a fare cuore.

È sera, che dici? Io non sento
se non questa muta domanda
e sola risposta : che dici?
sul volto che interroga muto.

È sera, il tuo volto riposa
sereno è il mistero, rimasto
più limpido, ancora sé stesso.

È sera, non c’è più risposta
se non questa muta domanda.

Autore: Gianni Toti

Data: 30 giugno 1944

Numero serie: 1944_0032

Evento motivante: Osservazione della natura

Temi: Inquietudine

Emozioni trasferite nella scrittura: Inquietudine; Angoscia