Quartetto per Laura

I

La voce del silenzio è la tua voce
che non ricordo ma che il cuore sa,
che si smarrisce, nota vaga e strana
nel melodico accordo delle voci
degli uomini che ignorano il tuo canto,
nel senso delle cose che ci chiude
in un mistero musicale. Ignari
tu ed io dell’idioma che ha parole
segrete e vere, tacite di suono
(le tradirebbe, le farebbe schiave
d’esistere, le libere d’amare
tutte le forme del mistero antico
d’esser sempre possibili alla vita
senza morire in un limbo infinito

II

Così tu esisti, fragile leggera
difesa dal silenzio del possibile
timida Laura di sentirti vera
nel tuo immobile sogno verginale
Ma non tenare il canto inesprimibile
non nato non mortale,
non sai, consuma, amaro dolce male
del desiderio e porta a una riviera
di mutevoli sogni – inesauribile
miraggio – e non s’avvera.

III

Non fuggire così, non fare musica
di perse note evanescenti – stride –
e di morte ed illuse
parole il canto e il sogno di visioni
falsi ed iridescenti
che vento gelo primo soffio incide
e resta il male sull’azzurro, effuse
piaghe d’ombra sui cieli trasparenti
liberi spazi all’anima o prigioni
se non trova ali in cuore del suo volo

IV

Così tu esisti , così fuggi, umana
creatura di amore e l’ombra sei
della tua luce ignota a te, lontana
pallida luminosità. Evanisce in lei

se tu non salvi il tuo biondo pallore
nella serenità di giovinezza
E’ questo il voto della mia tristezza
viva di questo impossibile amore

Morire è come nascere, si muta
in cuore in volto, in quiete l’inquietudine
ma non si salva il sogno se tramuta

l’amore negli amori e ne fa brani
di una visione nella solitudine
di cui mascheri il volto con le mani.

Autore: Gianni Toti

Data: febbraio – aprile 1944

Numero serie: 1944_0023

Temi: Amore; mancanza; ricordo; rifiuto

Emozioni trasferite nella scrittura: Amore; mancanza; dolore; paura; inquietudine