la scioglievi
prima i capelli acquatici
poi le tempie di gesso
gli orifizi le pinne vibratili
fiutavano già le ascelle
lontane dietro l’afrore
più pallido delle quattro guance
e della fenditura gorgogliante troppo baciata
gola che si fa azzurra per unimesi
così facile e cieli – e occhi
e ancora le scioglievi gli incavi
poplitei se ne andavano le gambe
a cavallo di invisibili
le piccolissime rose perdevano petali nelle vene
e i colori s’intiepidivano liberi
dagli occhi non veduti non
più vedibili
infine le scioglievi le azzurre rotule appena
cigolanti i cubiti di cera e di ghiaccio
le dita si allacciavano ai passi inseguivano
carezze senza guance tutte felici
e il minuscolo foglio rosso ripiegato
la letterina di carne il libretto della lingua
senza più parole solo ricordi di antiche letture
dimenticabili dimenticate perciò indimenticabili
la scioglievi dai suoi orifizi le liberavi infinite morti
la legavi così
seguendo il tuo sperone timido
Autore: Gianni Toti
Data: 1964
Numero serie: 1965_5853

