deperlante
le parole scivolano
dalle tempie alle suole
le macchie magre
s’imperlano sonore sulla pianura
della coscienza sui picchi sensibili
non penetrano nella trama e basta
delicatamente pugnare perchè umide
le parole i pensieri le idee le immagini
tutte le fastdiose sveglie dell’essere
gli allarmi del sei qui non altrove
e proprio adesso non chissà quando
deperlando pricipitino
e tenere pozzanghere
azzurrino di specchi frantumati i marcia –
piedi (dove io non marcio più per paura di
Autore: Gianni Toti
Data: 1964
Numero serie: 1965_5718


