restò un viso delebile (anche il sorriso)
nella memoria e nella vita, nell’addio
(che scruta la lavagna le cancellature
della spugna affettuosa, la nebbietta del gesso)
e c’è che voleva giurare che non era
dimenticabile, era
dimenticabile,
per questo restava da ricordare
il suo viso delebile, il suo eterno suggerimento
-mi avete cancellata perché dovevo e potevo
essere cancellata, per sempre da cancellare,
il mio viso delebile per sempre-
Autore: Gianni Toti
Data: 1963
Numero serie: 1963_4376

