Il second’atto non c’è

Il second’atto non c’è
il primatto è forse solo il prologo,
i piccoli annunci sono scritti in minuscoli
andiamocene a recitare allora
nel paese dove il sole è il re
e la neve è la regina
(e il deserto è un’oasi, d’accordo)

istruisce e diventa intanto
il mondo sciolto in un bicchiere di notizie
anche le fucilate al rallentatore
arriveranno fra un secolo
sulla Tua nuca di suddito-presidente

la legittimità una meraviglia cinserie
controprogetto transfert et humor illegalità
la margherina del generale -anche-
il sarcasmo più facile dell’emozione il solenne
“non lasciate che si dimentichi
che in un breve istante illuminato da dentro
ci fu un buco un buco
chiamato camelot”

la proteina generativa non bastava
anche se era fresca come la brezza marina
dopo la rasatura su tutta la linea

l’orologio intenzionale offrite un cappello
il servizio duplicazione moltiplicherà i sorrisi
un regalo per la vita la vita per regalo
il malessere attuale senza plaford
perché il mercato nero delle bionde resiste
Blanche-Neige, le chef de la gang è riuscito
a scappare in una nube di fumo biondo

il gusto del giorno: omologato
garantirevi il tic personale
il romanzo tratto dal film
il reportage del romanzo
la pubblicità del reportage
le notizie dei profumi

basta con i cavalli, cacciate i cervi
svelti: dormite bene sicuri il transitor
-tre persone su una non dormono quasi mai-
trasmette infine e insensibili onde sulla fronte
e vi addormenta per sempre -anche- se proprio..
comunque un relax all’organo può servire
la fedeltà è alta, adesso, lla frequenza bassa
gli originali non sono buoni i buoni non sono originali
con quale mani disegna? dispensa dalla sigaretta

con salviette di buon gusto, hai capito?
asciugamani ultra-fini assorbenti di lusso
sono le quattro, e sono un fantasma
il libro dello spavento più spaventoso
un museo di immagini orrorose più

mondi perduti in formato maneggevole

il ritmo del vostro cuore con alta fedeltà
la vostra infedeltà con alta fedeltà
riproduciamo cigolii fuscii gemiti carezze
anche le carezze del vento

bianco dolce
bianco giovane
bianco all’infinito
viscoso

per chi sa come essere difefrenti
rughe concentrate liquide assimilabili rigenerate
e l’abito-pretesto leggermente demodé e tartan
un nuovo “saper-vivere” commerciale

l’insolente profumo della gioventù
modernissimo freschissimo sinergico
un altro voi stesso al vostro servizio
atormivate il canto degli aromi
il braccialetto è contemporaneo del futuro

un vento venuto da altrove
vi mette a posto personalmente

io ti regalerò

una collana di vertebre un boomerang di insulti
petardi multicolori matriosche iniziali lance da parata
triscottati quadriscottati ennescottati una chitarra-tatre
e gli indirizzi di mio zio

regalati..

Autore: Gianni Toti

Data: 1963

Numero serie: 1963_4379