Alla fine , sembro ineluttabile, che finisse,
ma solo perche gli stava terribilmente a cuore
la realta , e sempre la districava
dalla finzione , seppe che non lo era,
che non era ineluttabile :
e vero, dalla fincitra gli correva sugli occhi
il ytagico galoppo degli alberi
con gli zoccoli affenati nel vento
da catene di terra, da braccia di legno,
ma riusciva ancora a fuggire, anche cosi.
Sulla stanca cavalla dell’invenzione,
crucentrudosi nella soffenza
dell’albero immoto al galoppo sulle praterie degli uragani
non era inelutabile, ma il silenzio
combracinva col grido, sulla bilancia dell’attesa
e la vita scappava da qualche pessura,
il cuore si stancava di battere- logora navetta
sull’orditi dell vene, lacerato, tessendo il nulla.
non era inelluttabile, ma aveva portato avanti
la sua vita , come una lettera ,
e questo si questo, era ineluttabile fin dall mizio
doveve conseprarla – ma a chi?
Autore: Gianni Toti
Data: 1962
Numero serie: 1962_2823


