La solitudine é sola,
ormai,
non più poeti solitari
le fanno compagnia,
adesso,
potresti dire soli
questi o quegli uomini
che si acoltano, ma
osservali :
si tengono per mano
sotto la scrivania
La notte
più sola ancora la solitudine,
si affaccia alle finestre dalle strade
cercando specchi,
poi si siede, a volte, sugli scalini
dei portoni,
consolandosi con le guardie notturne
rotolandosi nei raggi
delle loro biciclette
Poi si rassegna, e si mette in ascolto:
talora le giunge all’orecchio una voce
che la saluta, timidamente,
allora accompagna la mia penna
che stride come un gabbiano
su questo piccolo cielo bianco
Autore: Gianni Toti
Data: 1961
Numero serie: 1961_1916

