sul mio orologio inutile le vostre ombre
il tempo ha pallide le grance adesso
che i cieli pietrificati hanno deciso di aspettare
che si sgelino gli occhi della medusa industriale
che le radici dell’onda piantata perchè germini
si dispacciano in dolci putredini d’uomini suisunti
pugnali d’acqua lame di cera aghi di dolce durezza?
come puoi ancora? chi ti ascolta più se
con parole cosi liquide ti lavi gli occhi
e non pensi a ciò che non può essere
e non accetti tutto anche il rifinto
delle mani ancora calde di seni assenti rubati….
i giovincelli della rapina con le tempie grige
senza parole da dire solo notizie da comunicare
ferrighe sulle astute papille dei malgustai
ti riammazzano quando vogliono è quasi inutile
che tu sta attendo ai pugnali-pugniali e trascuri
i pugnali carezze le invisibili lame delle stelle di mano
notizie che hanno paura di dirsi – cancellale
Autore: Gianni Toti
Data: 1964
Numero serie: 1965_5808

