Anche le labbra la loro rosea nudità vestita

Anche le labbra la loro rosea nudità vestita
non atti solo gesti si esiliava da solo
lacerando i contratti appena stipulati
con un severo contraente allo specchio

un essere cerimoniale che non sapeva recitare
e moriva false morti e anche nelle parti secondarie
diceva male battute altrui e solo per blandire
l’asroso nulla nascosto fra le quinte

non abita più in se stesso non si sente più necessario
alla produzione dei residui di smorticati pensieri
con cui si defeca non curante – delicata indilenza –
sono proprio is ma non sono intero dice

ancora isto di domande scoglioso e a fior d’acqua
risponde assente e se non c’è è peggio perchè
è indispensabile comunque al quasi nulla
c’è l’hanno infilato fra le scapole viscido coltello

eccessivo senza dubbio con quel cimiterino di eternità
coltivato nel petto e quel minuto agonistante che gli treme
sottovento e non male defungere è quella bocca d’ombra
spalancata alle nostre orecchie – ma voi che dite di fare?

fratelli neri vi siete voluti guardare nello specchio – e allora?
questo lui ci vive ad altezze nè superiori nè inferiori
abbiamo bisogno di lui perchè ha bisogno di se stesso:
è già abbastanza superluo per ucciderci col silenzio

Autore: Gianni Toti

Data: 1964

Numero serie: 1964_5648