abbasso la mia morte che muora

abbasso la mia morte che muora
la mia vita non tutta
come se mai

mi guardai il cadavere
e per l’ultima volta
mi toccai i testicoli dopo l’amore

mi andava larga la pelle
e il numero del collo
alto sulla spina

con le ossa in disordine sopravvissi
digerendo male il mio tempo
respirandomi in segreto

anche oggi ho indossato il mio petto
divaricando sentimenti finalmente lo scheletro
riconoscendo il cadavere futuro antico

la polvere che sarò si arroventa
solida eternità da incenerire
già mi scottano vermi ardenti

Autore: Gianni Toti

Data: 1964

Numero serie: 1964_5623