mia madre mi spazzolava il cielo sulle spalle
voleva fosse pulito l’azzurro sulla mia nuca
e il mondo semplice e speciale alla porta di casa
meraviglie previste per un’anima preparata
mi chiudeva il petto a chiave con mandate invisibili
perchè non vi entrassero sentimenti ladri omicidi
e aprisse solo lei e domandasse sorrise autentici
a chi volesse visitare le mie stanze interiori
mia madre ha fatto del mondo un grande ventre
umido liquido tenero come il suo sacco oscuro
in cui mi nascose a lungo perchè gli altri non mi avessero
e io nuoto qui dentro in questo secondo utero
aspettando di nascere ancora di uscire entrare in un altro
mia madre mi mette di profilo contro l’universo
e dice di/ non uscire dalla tua faccia retta nella tua bocca
di conservare gli addii di cui mi ha provvisto di non sciuparli
per gente che rivedrò e che non ho mai visto
mi ha regalato i suoi occhi pr vedermi anche
ma non li uso non voglio vedermela dentro che guarda
se ho speso bene gli addii in tutte le mie perdite
mia madre mia madre che continua a partorirmi
io che continuo a farla madre di uno che se ne va
e non dice addio neppure a se stesso…
Autore: Gianni Toti
Data: 1964
Numero serie: 1964_5531

