Sopraffatto da se stesso
e da tutti gli altri,
un artista dell’infelicità
un casto libertino
un cacciatore di farfalle
(le farfalle
dell’entusiasmo umano)
percorreva più e più volte, per paura
di non averli capiti, i suoi stessi pensieri,
logorando i corridoi della mente
epprore si avvolgeva nelle sue timide fantasie
come in carni sognate – voluttuosamente
e senza coraggio,
i suoi incontri con gli altri
erano sconti leggeri – scaramucce piuttosto –
di fantasie elaboratissime ma appannate
patetico – diceva sempre
(in un indistinto morenorio):
come dorme il pianeta
vorrei
dormire come lui
sognare gli uomini
Autore: Gianni Toti
Data: 1964
Numero serie: 1964_5312

