L’idealista si nutriva

L’idealista si nutriva
Di ideali ben cotti, per esempio,
e ben morti – ovviamente-
morti ammazzati, per la precisione.
Un buongustaio di grandi idee, si capisce,
un intenditore — non accettava niente
se non con riserva (sentimenti leggi
grandezza e senso della medesima:
“tutto è nulla” e “tutto è nulla” — equivolenze —
diceva — e opposizioni di uguaglianze)
Credeva credeva credeva disperatamente
nel credibile e nell’incredibile
(come credeva lui non credeva
nessuno — credetemi)
e non rifiutava mai
neppure il più umiliato e degradante
dei successi —
Di buona salute, infine,

digeniva benissimo
tutti gli ideali, anche quelli
poco freschi, non di giornata
morti da tempo, cadavevi gloriose
di idee idealizzate dagli idealisuvi
lontanissime ogni giorno di più
dalla sua dalla nostra
quotidianità ideale.
Prosit.

Autore: Gianni Toti

Data: 1964

Numero serie: 1964_5311