stagni oscuri caldi e intimi
gorgogliano nella tua gonna
fra le pieghe e gli alveoli
dove tu quasi non sei
la sorda pietra del mondo
si rompe si rompe si rompe
e il tempo catturato
ruggisce nel calendario
assottigliata tu dove
la cruna si apre al filo
al tenero crepitante
pelo che si attorciglia
seta già consumata
brancicato tendaggio
nn amare più te stessa
non amare più nessuno
una sommersa stanchezza
ti aspetta- tutto è orlo
gioca coi tuoi pensieri
la febbre non tarderà
Autore: Gianni Toti
Data: 1964
Numero serie: 1964_5303

