in qualche luogo due voci: la realtà è usata
un mucchio di piume tiepide il sorriso della tortura
blanda è l’ambiguità nella luce putrefatta
del tuo insipido sorriso (il sorriso della tortura)
poi si ripete: nel vuoto gli altri hanno tutti se stessi
ma il mondo è più stretto ancora come due in un vestito
-la luce colava da un secchio appeso all’orizzonte-
la paura andava e veniva come in un corridoio…
qualcuno dirà ancora qualche altro ripeterà
parola spassionate che cominciano con l’addio
e finiscono dove s’incontrano il silenzio e l’accento
e un buio di madreperla scatta attorno alla coscienza
il silenzio dirai la bandiera di stracci oscuri inquieto
che mendica soffi di voce per agitare ricordi
come qualcosa che scotta sulle labbra screpolate
il silenzio animale morbido senza schiena nè zampe,
alla deriva della tenerezza: tutto qui-qui è tutto
Autore: Gianni Toti
Data: 1964
Numero serie: 1964_5300

