l’uomo di carta
di carne con
corde di parole al collo
morì,
respirava appena,
la sua pesante morte,
e mori la sua morte,
né voci né sguardi né fiati,
nemmeno si affacciò
aprì gli occhi le navicii tutti gli orifizi,
aprì le labbra le finestre
disse: perché solo adesso
mi domando perché solo adesso
mi domando perché…
gli dissero: è solo
questione di pazienza,
i snicidi sono gente frettolosa,
si levò sul guanciale:
– devo morire…?
l’uomo di carta si raccontò la sua morte
alla noversia, naturalmente,
cosi
disse bisognerebbe morire: arrivati
al momento della verità fare marcia indietro
fino al vagito all’orgasmo al buio
riportare notizie
di vita: ecco…
Autore: Gianni Toti
Data: 1964
Numero serie: 1964_5237

