poetò prima in dialetto, in lingua poi

poetò prima in dialetto, in lingua poi
e passò alla poesia italiana in prosa
terzine dedicò tanta passione
e ideologia, stilistici detriti,
romanzò quindi con violenza e vita
e al cinema senz’armi bagagli
tardi la musa marxista -gorgheggi
d’usignolo cattolico redento
accattone mammone ultimo cristo-
padre selvaggio, anche la psicoanalisi
dei primitivi ultimitivi poi
scoprì -sante nevrosi-
finché il pennello finché lo scalpello
lo tentarono e i lirici spartiti,
poi architettò qualcosa, ampli cappelli
di marmo forse cupole giganti
sopra i crani mortali e la coscienza
religiosa da superare come
gli ostacoli olimpiaci -e fu mistico
deputato cattolico, morì
astronauta ministro, lo conchiusero
nel Pasoriale ultimo Annunzio
(Enanghelos, magori, preferendo)
l’Apocalisse dell’INtegrazione.

Autore: Gianni Toti

Data: 1964

Numero serie: 1964_5209