un ferro nella schiena un filo

un ferro nella schiena un filo
di ferro dalla nuca ai talloni
una spina dorsale un midollo di sambuco
vuoto ilare stanca sulle scapole ali di cera
un’idea di tramonto (tramontano
anche i tramonti) sono tutto scarlatto
fiammante doppio multiplo sono egli
ho preso all’amo l’ironia di dio
pesce sonoro tutto detto può ucciderlo il silenzio

i pianeti cozzano i timpani
non sentiamo perchè assordante
e misterioso lo specchio perchè
dice uguale alla realtà la mette in dubbio
dichiarandola carismatica convergenza ottica

sei solo un grumo di paure ecco
ti ordinano e disordinano ti
spediscono contrordini millenari
non tentare di arrampicarti
fuori dal nulla dalla parola nulla
sabbia mobile parola di dio inghiotte

l’assasino voleva avere fiducia
ma i fiduciosi avevano bisogno
del disperato (divisione del lavoro)
per credere al sogno collettivo

e gli infilarono il ferro nella schiena
così sto impalato a dirmi

Autore: Gianni Toti

Data: 1964

Numero serie: 1964_5171