Il viso sparò via le labbra

Il viso sparò via le labbra
e il secolo scappò via
dietro un gatto di fumo
e la vergogna per il viso dell’uomo

Sul tamburo di vernilon – seta
della tua pelle ceramicata
dita di legno
eri tutto stirata finalmente
labbra cucite cancellate
solo resistevano le pieghe
inguinali indurite
stringevi mani ancora però
senza braccia senza spalle
implorando clavicole dissolte
sbriciolando giorni biscottati

il girasole della persiana
si incastrò fra le spalle volanti sotto
la nuca ferita da un pensiero affilato troppo
(camalmente si capisce)

dai fendenti smorzati delle carezze
si liberarono vecchi baci prigionieri

dicesti cosi
non nasceremo
infatti

Autore: Gianni Toti

Data: 1964

Numero serie: 1964_5158