ho già sciupato quel piccolo infinito

ho già sciupato quel piccolo infinito
che ti avevo scavato fra le labbra
alte e fra quelle basse prima di mattina
l’insonnia senza sogni dici è stata mattina
l’insonnia senza sogni dici è stata
a distruggere con un filo di fumo
il tessuto di nulla di silenzio di attesa
che tra le dita dovevi custodire
come farò con questi denti feroci
adesso a dare un pallido ordine a
la tenerezza si è indurita da poco
potrò tentare con la maschera sorridente
ho depositato baci di fosforo
in quel piccolo infinitop tra le labbra basse
nell’eufemismo inquieto sopra le tue rotule
il segno delle calze la piaga rosea irritata
mi risparmiano il dolore non sanno
che ne ho avuto ancora troppo poco
Perchè hai sciupato tra le tue cosce magre
l’infinito finito la morente eternità
la lingua lecca il veleno fra i denti
lo spazzolino ha setole di fil di ferro
il giornale che dice? è morto il mondo?

Autore: Gianni Toti

Data: 1964

Numero serie: 1964_5133