Che ombra sbagliata l’accento sul labbro

Che ombra sbagliata l’accento sul labbro
e i ricevitori dell’orecchio telefonico
come oscillano inquieti con le parole a metà
non dette appena pensate
adesso sembri
un cespuglio di domande, così florido
lo sappiamo tutti che vorresti non essere
o ricco di potere
non potere
conosciamo tutti l’orgoglio
di chi si nasconde dietro le parole
pronunciandole scrivendosi tacendosi
maschere di silenzio e di discorsi
allora
non perderti più
la penna negli occhi scrive in quel celeste
anche se la retina delicata protesta:

un dio laico calpesta gli ultimi gesù
e gesù è contento di questa giusta fine
flagellerebbe gli autori del decimo vangelo se potesse
spezzerebbe con un dito ossuto affilato
i loro discorsi elettronici
non questo
non questo il mio chiarissimo mistero
la mia storia tutta scritta..

Autore: Gianni Toti

Data: 1964

Numero serie: 1964_5120