sarebbe niente vivere sarebbe niente soffrirsela

sarebbe niente vivere sarebbe niente soffrirsela
tutta quanta la vita tutta quanta la morte
se non fosse ormai ovvia e naturale per tutti
la sofferenza (o soltanto l’inganno
della parola sofferenza, così sofferta e goduta)

sarebbe niente, fossi almeno sicuro
che soffrire non significa soffrire, che insomma
è solo un trucco, e puoi anche fruire, invece,
del tuo dolore, mutato di segno, quando vuoi,

sarebbe niente, non ti svuoterebberoi numeri
del tuo essere tutti senza neppure dirlo,
non ti inquierebbe così come sempre ormai la tazzina
del caffè amaro e non ti dorrebbe sotto la suola
il calpestato pianeta che ti chiede significati

sarebbe niente e rotolerei sulle ruote senza pensare
che ci stanno arrotando le gambe (per farci scivolare
sotto le natiche: lisce questo o quell’altro satellite) e
non mi importerebbero le stive dei cassetti
putride dei miei schiavi pensieri accatastati
con i topi delle idee, furenti e velenosi,

sarebbe tutto, invece, se non fosse niente…
– o è colpa solo delle parole di dolore?

Autore: Gianni Toti

Data: 1964

Numero serie: 1964_5108