muoversi agire fare qualcosa eccetera

muoversi agire fare qualcosa eccetera
suvvia, orsu, te movi?
voltati
e quarda quest’orologio fermo
– non te l’aspettavi,
qualcosa si fa da parte, allora,
cede il posto a una impazienza miasmatica,
bisognerebbe staccarsi dal mondo
con tutti i cardini
se non piovesse
quest’allegra desolazione ex-azzurra dal cielo
e in questi cubi di solitudine a passeggio
trovassimo una porta un mancorrente

ma non sappiamo che cosa fare di noi,
indumenti a spasso coi pensieri in tasca
piegarti in quattro sfogliati in fretta.
l’esistenza è bene imbottita di falsa realtà
e odora di vuoto come i cieli grigi

muoviti dunque, non guardarmi cosi
con quel sorriso nudo impudico…

e tu, con quello sguardo scollato,
che ti si vede anche l’anima?

muoversi agire fare qualcosa è giusto
ma che cosa in nome dell’uomo per non
morire cosi morire di più..?

Autore: Gianni Toti

Data: 1964

Numero serie: 1964_5103