solo un triste solenne silenzio
e quel grelto terrore del reale
che depredava l’anima,
così
eravamo rimasti dopo l’urlo
e il punto fermo dell’irreparabile,
spenti e con povero fumo
su ceneri incerte, su labbra confuse
se ridere di tutto o mordersi feroci
solo un odore di avvenimenti da carniere,
un sudore d’ascelle verdi e disperate,
secoli d’abitudine sulle cinture dedli astiti
sulla carne scucita dove è tenera,
fuori squittiva il mondo immensa rana
gonfia d’umore umano,
tutto
era così chiaro sotto il sole di notte
appena acceso dai razzi del dopo-tramonto,
gli uomini si comunicavano tutti i pensieri
del piano di sopra il sorriso era più fitto
di un pratto a luglio o di una piazza estiva,
l’azzurro appena dipinto sugli orizzonti neri
era limpido duro inequivocabile dereno azzurro,
solo per noi spenti e con povero fumo
sulle ceneri incerte dell’anima
quel triste solenne silenzio
del dopo amore — la costa infrangibile
felicità scollata disperata ironica..
Autore: Gianni Toti
Data: 1964
Numero serie: 1964_5084

