si avvicina è la punta dell’uomo
affilata di carne dolcemente tagliente
e lei è solo legno tenero, fibre da separare
durezza da ammorbidire in schegge fresce
e la punta dell’uomo le vecchie conchiglie
l’aprirsi della porta del vestibolo della casa
della stanza del letto della coperta del,
il buio tiepido avvampante, la cenere blu
e la punta dell’uomo la pioggia interiore
la solitudine robusta nella compagnia dominata
senza potere indifferenza distrazione
e il dentro dentro dentro dove qualcosa fugge
e la punta dell’uomo è il vento che s’intesa
il sorriso vestito di labbra, di labbra dentro
il viso di faccia, la faccia di camicia
tutto con provisioni particolari e solida abitudine
e la punta dell’uomo è tutta questa vita
e tutto questo sempre, e tutto questo mai
e prenderci e lasciarci penetrarei e uscire
sorbire il caffè nero dell’esistenza per non,
e la punta dell’uomo smussata che si affila
guardalo quello è sempre un occhio che guarda
e quello l’altro occhio e attorno tanta fronte
e il mare di qualche altra volta ritorna forse
e la punta dell’uomo affilata che si smussa…
Autore: Gianni Toti
Data: 1964
Numero serie: 1964_5086

