la solitudine non ha un buon odore
è la vita di un uomo intrecciato
e legato con le viscere e le vene
agli altri, fiocinato da un ago,
è un colore che brucia di passione
ma non dipinge neppure una guancia scarna,
la mattina zampilla dalle fessure
del buio e della lunghissima fulminea notte
e le briglie legate dal silenzio si sciolgono
sulle stoppie inquiete dei rumori e tempo
di gridare che esistiamo
perfino l’acqua stagnante mereita dell’indifferenza
si mette a bollire e si interessa al fumo
ricominciano dunque andiamo a scuola della vita
e impariamo a disimparare tutto
e a non prendere sul serio l’esistenza non sentita
la terra è secca l’umanità non è umida
è assiderato anche il colore dell’amplesso
quell’attrito fumante è solo nebbia spettrale
presunzione e torbido egotismo,
la solitudine dell’uomo che è sempre con gli altri
non ha buon odore e tu non puoi
farti vento con le palpebre aperte a ventagli
alzarti dal letto dell’attesa attiva,
solleva le lenzuola trasparenti dei pensieri
coniti addosso è l’ora di fare
l’ultima scorrertia nel possibile
prima che tutto così sia e per sempre.
Autore: Gianni Toti
Data: 1964
Numero serie: 1964_5085

