secoli quotidiani, non ne vostro

secoli quotidiani, non ne vostro
calendario si capisce, nel mio che è pazzo
quanto basta, e millenni settimanali,
ho fatto confusione a ogni passo supero galassie
se sto fermo, trecentotrentamila chilometri
mi scivolano sotto e sorrido alla povera luna
che fa da pianerottolo sguallido all’astronauta
ignaro dei miliardi di versi distrutti
da una sola orbita,
ma i preti
sorridono ai falsi distruttori che si scusano
per avere con lune meccaniche elettriche
fatto fuori la luna semantica,
dicono
semplicemente che è di un’altra luna-luna
che essi parlano, e non si trova nel cosmo,
solo nelle parole, nell’universo insondabile
delle parole, quelle che i filologi raccoglievano
nei dizionari illusi di ospitarle…

Autore: Gianni Toti

Data: 1964

Numero serie: 1964_5076