non temete per me: non sono stato altro

non temete per me: non sono stato altro
che quello, che dovono essere, per sempre,
c’è tutto l’universo che coprire per questo
e la quota delle mie diastoli è già contata
fra i venti sale e scende la mia anima con l’ascensore
dei respiri permettendo l’aorta grossa,
e già quando discendo lungo i pantaloni
vacilla un poco il mondo attorno alle tempie,
e qualche volta sembra che sto impiccandomi
allo stecco di plastica nel colletto irritato della camicia,

non temete per me, neanch’io temo più
per tutto quello che non sarò stato, troverai.
lasciatemi solo, solo questo vi chiedo.
si sembra che ancora sia ricco di me, lo so,
ma lo spesso tutto, anche l’ultima vena
d’oro rosso, l’ultima arteria
di azzurro argento, non mi restano
che parole di rame, sioldoni svuori,
se stasera mi fate dire tutto,
domattina avrò solo qualche silenzio
spicciolo nel ventricolo, e ve lo tacerò,
poi il ricordo del primo giorno di vita
che assomiglia tanto all’ultimo…

non temete per me, è troppo tardi

Autore: Gianni Toti

Data: 1964

Numero serie: 1964_5075