dalla tomba dal futuro, lo sai anche tu,
la nostra debolezza di fronte alla vita,
il nostro tenue coraggio di morirci,
le sillabe che si fran
tu
mano
tre
mano i vetri i muri le fragili tempie
dovremmo andare fino in fondo al corridoio, sempre,
e non fermarci qui,
a metà della pagina,
sperando non sia colpa nostra se
domattina i temi si scontreranno sui giornali
e le lamette da barba lacerando i titoli
saluteranno gli ultimi piani vertiginosi
con l’orribile madre che salta sopra lo stupido
bambino.
se avessimo fatto l’ultimo
passo verso lo specchio che indietreggiava ancora,
se avessimo pensato il pensiero ineluttabile,
se
tutti i se messi in fila del mondo risolti,
terre sarebbero emerse dagli stagni
e
dalla polvere solida lunare un’orma
ci sarebbe stata trasmessa tra un gesto
e un balletto o un segnale orario
che sarebbe perso quello di sempre…
Autore: Gianni Toti
Data: 1964
Numero serie: 1964_4968

