sulla scrivania si addormenta
la lampada,
il letto è di legno
e scricchiola -pesano le parole-
il giorno è vecchio ma non vuole
morire tiene a bada la notte,
quelle palpebre sbattono come ali
o persiane o timori come qualcosa
che non si chiude che non è fermo,
vorrebbe, adesso, l’uomo che veglia
sui resti della sua solitudine
e conta gli spiccioli del silenzio,
che il giorno si rassegnasse
e
la sua morte fosse unite e del dolore
di un silenzio che non si fa sentire
neppure dai gelosi rumori e li riposa nelle pause,
gli amici morti dovrebbero tornare
domani
organizzerei un convegno
e tutti parleremmo di loro, delle nostre colpe
perché non li avevano amati abbastanza,
allora essi entrerebbero con sorrisi di tempo sapiente
e resteremmo imbarazzati per un po’, si capiscem
poi loro ci amerebbero di più perché sanno
che non ci si ama tanto come quando non si può più..
se ne andrebbero poi, dove dovrebbero, naturalmente,
nei grandi cimiteri degli uomini vivi,
e il giorno morirebbe, per un istante
il mondo sorriderebbe e l’enigma parrebbe bonario…
Autore: Gianni Toti
Data: 1964
Numero serie: 1964_4923

