hai i denti scheggiati saloni

hai i denti scheggiati saloni
e le gengive aride il palato bruciato
la lingua di vetro,
non
ti ho potuto baciare fa male
anche usare sulle tue labbra di carta

che ti succede, ti fai un deserto nella gola
e t’inverti e pietrifichi ti vuoi fossile
anticipando i baci di petrolio, le bave tenerissime
che filino ricordi di antichissimi sentimenti?

non ti capisco più non mi capisco
l’epiglottide è più affilata della lama
tra le tue curve femorali che recide
la morbida durezza del nulla che vuole essere
penetrante come uno sguardo..

esplose alle dieci e trenta, il bacio
era stato innescato da qualche secolo
e ritardato,
saltò il piccolo universo
in una gola di carta vetrata,
una sera col sangue di malumore
navigato da vecchie tartane
con le stive semivuote di desideri
già desiderati, o desiderati a metà.

è così, dico, così sia stato, scrivo
così non sia -e concludo
inconcludendo perché..

Autore: Gianni Toti

Data: 1964

Numero serie: 1964_4925