non dirmi che e quanto

– I
non dirmi che e quanto
hai sofferto,
non parlarmi della tristezza
furibonda di felicità in cui balli
pestando sul pianeta, rimbalzando.
constatando il pianeta, constatandosi

non servono più quelle parole,
il dolore è così orgoglioso ormai
del suo vestito di lusso, coi nastrini,
– uniforme di sofferenza, militanza –
che non puoi più soffrirti
– II
ieri hai investito un’anima
che non riusciva a interrogarsi

un urto un pò di fiamme e scintille
un odore di cenere sul bavero
e continuasti affrettandoti all’ufficio,
– III
uomo orizzontale, il tuo abito è il lenzuolo
sei un sedere che si sposta
da una sedia a un’altra,
una schiena per materassi, una festa per cuscini
– IV
oggi non mi alzo,
la vuoi
questa mattina,
tanto
non la userò…
no?
ne hai già tre? nessuno si alza più,
era ora… allora è oggi
che nessuno si alza più,
e l’ora?

Autore: Gianni Toti

Data: 1964

Numero serie: 1964_4906