l’uomo del duemila avrà
quindici milioni di anni
(o miliardi? non ho
capito bene, le cose
non ricordano, gli isotopi
eccitano la morta memoria, ma
la memoria è morta, e dice
poche cose la morte..)
eppure
la biologia del domani,
l’energia, la fisica, le
materie prime minerali
le ricerche operazionali..
il migliore dei mondi sarà
il mondo migliore?
l’urbanizzazione si generalizzerà
-percorriamo- oppure
le città si rivedranno
a macchina (alberi
profumati ogni mattina,
fabbricati da insigui equipes
di artisti alberai elettronici)
sapete: l’avvenire
dei valori democratici
ovvero Libertà e Partecipazione,
l’arte futura aperta
sul passato, l’esperienza
prospettiva: l’uomo
a duemil’anni balbetta appena
Autore: Gianni Toti
Data: 1964
Numero serie: 1964_4884

