doppiata appena l’una di notte

doppiata appena l’una di notte,

sulla coffa della poltrona
l’occhio del futuro si affatica
cercando la terra del passato

e qualche defunto stanco
saluta, passando, ironicamente

tu hai consentito questo vuoto?
chi ha ordinato si forassero gli orizzonti
e ci spiassero dall’al di la
in questo intrepido al di qua?

io

quanto fui padre di realtà, voi non saprete
il mio inguine è troppo esausto
come farò a incingerti di futuro?

questa settimana
si è suicidata
di lunedì

ironicamente, passando, saluta:
dove sta la vita, adesso?
mi sto aspettando – verrò?

un incontro fra sconosciuti
preciso come un appuntamento

doppiata l’una, di notte, chissà
dove girare il tumore?

Autore: Gianni Toti

Data: 1964

Numero serie: 1964_4870