Comincio: lo specchio
mi ha appena dato una faccia
e mi ha detto che lo rifletto,
continuo: mi ricevo
dalle mani sorprese dei comandi,
dalla lametta da barba, che mi affila e profila
dalla distanza dei lacci delle scarpe,
adesso spedisco la lettera
allegra della mia morte al futuro
e misuro le parole da spendere sulle labbra,
poi le cose da fare
si lasciano fare e mi fanno:
ci diciamo qualcosa di importante
con un po’ di paura al polso
attraverso i piccoli orizzonti feriali
salutando però la loro dignità di orizzonti,
nascondendo pensieri dal filo proibito
sotto le unghie e le palpebre
dico buongiorno agli uomini con le facce fisse,
sono a dieta di cibi, dieta umana,
a dieta, anche, di inutili desideri,
sono entrato in economia di pensieri.
quanto costa non avere – forse più
che avere, e quanto costa rinunciarmi
e perdermi, non essere più mio,
essere vostro, esservi, negazione del no.
Autore: Gianni Toti
Data: 1964
Numero serie: 1964_4874

