a forza di guardare dimentica gli occhi

a forza di guardare dimentica gli occhi
se ne va così lontano dal cristallino
che non vede il proprio naso dubitativo,

si dimentica si distrae non c’è si assenta
si meraviglia di esseree un tu..
non risponde,

i funzionari dell’umanità di grado settimo
lo cercao per i corridoi le strade le grondaie
lui si nasconde fra arcivescovi e ambulanti
sotto se stesso o dietro i sabati rannicchiato
distribuendo ai poveri di vita la domenica spezzata
in ore e minuti allegrie temporali,

prego, amici – se vi incontrava
quando era veramente attento alla distrazione
necessaria per nutrire e muovere l’incauta fisiologia –
e apriva una porta invisibile e oscura
(nessuno la vedeva ma tutti ne sentivano il buio)

noi due ci sedevamo spesso insieme
sull’orlo della stanchezza, spalla a spalla,
difendendoci le assenze ingiustificate
dalle consorterie degli altri noi

“per stare con loro per essere gli altri – dicevamo
qualche volta – bisogna non esserli,
che vuoi farci?

Autore: Gianni Toti

Data: 1964

Numero serie: 1964_4878