mi trascinava sull’orlo

mi trascinava sull’orlo
di se stessa e diceva:
guarda,
poi ritirava la rete dell’aria
e dove il respiro confluiva
col ritmo del sangue, con un colpetto
mi faceva precipitare,
solo un pò,
lo sguardo era così vasto
che dalla palpebra non cadevo
oltre le ciglia,
e anche se la vertigine
includeva orizzonti declinanti
e nelle ascelle dello spazio si aprivano
serrature di dolore,
la seguivo al largo del tempo
chiusi nel giorno lanciato
a tutta forza contro la notte

la sesta volta che caddi
nella plazuela de los siete dolores
lasciai le ginocchia nella polvere
e me ne andai a forza di braccia
da un cornicione a un vento di passaggio,

tutto avrei fatto, per non più sporgermi
dall’orlo dei suoi occhi…

Autore: Gianni Toti

Data: 1964

Numero serie: 1964_4825