le cose si ricordano,
non sono
già più cose,
si offendono
se non le nomini,
“cose” non è
neppure un nome….
ieri non avevo forza nelle mani
una previ un sasso lo lanciai volò
più lontano di quanto,
perchè
si ricordò del vento, o di qualcosa
(scusate) che l’aveva rilanciato
e gli apriva le braccia ora conserte
attorno al cuore dai battiti lenti
attorno un’eternità,
adesso i morti
si ricordano persino di quello che saremo,
i morti sono l’immensa memoria
del mondo,
indimenticabile
Autore: Gianni Toti
Data: 1964
Numero serie: 1964_4821

