un amico se ne accorse disse mi sembri
un vulcano appena spento sei tutto un cratere,
gli risposi che i crateri dovevano ancora aprirsi,
che lui però aveva l’occhio lungo vedeva
nel tempo da venire che stavo mutando e
che sarei stato vulcano forse se gli sembrava
che le pulsazioni come geologiche..
allora chiese
se volevo tradirmi uomo diventare mutande
che succedeva mi stavo forse deludendo anch’io
delle squisite delusioni, non vedevo dunque
che giustamente non erano sttai tutti perfetti
e le rivluzioni la buona volontà mentendo
avevano detto la verità alla fine che tutto
cominciava a essere a confermarsi a essere così
il mio disegno di me l’avevo perduto potevamo insieme
ridisegnarlo lui ricordava anche la tempre azzurrina
e il terzo occhio perché suvvia andiamo ma va..
niente
dissi che non osano aprire né chiudere la finestra
e domandò se adesso era aperta o chiusa
si offri di accompagnarmi di aprire o chiudere lui
niente
non sono da capire non basta l’intelligenza..
devo amarmi e insistere a odiarmi per questo
ma lui continuava a parlarsi di questo e di quello
Autore: Gianni Toti
Data: 1964
Numero serie: 1964_4804

