la mattina una goccia di mattina

la mattina una goccia di mattina,
ma sono a dieta di mattina, non
posso una goccia, neppure, e questo è il meno,
ieri un sorso di tempo, -una profezia semplice
di uomini-creatori futuri che ci vorranno
tanto da farci loro ascendenti ignari,
tanto ci vorranno da farci soffrite tutto,
anche l’oscuro presagio del loro amore umano più umano,
-ma non ci fu nulla da fare, arida di cenere
la gola del tempo, i denti affilati del silenzio
agganciarono quell’istante neutrale e lo arruolarono
nel grande -dico grande, come potrei dirlo?-
esercito dei tempi sovraccarichi di secoli,
la bocca immensa tacque, vidi solo lampeggiare
quella violacea lingua di fosforo nel buio
della gola, e sfrigolare per una goccia
colata da un occhi che non poteva certo piangere
per chi non è, ancora, come me,
nel polverare lontano del possibile..

Autore: Gianni Toti

Data: 1964

Numero serie: 1964_4803