parole pulite asettiche diafone

parole pulite asettiche diafone
senza dizionario né voce,
pronunciabili però
nei magnetofoni e nei confessionali,

parole che si sdraiano e si girano
come pagine non lette, libri vergini,
senza le unghiate degli occhi
che incaricano le dita di incidere
la carne tenera della cellulosa stirata

parole che passano come sere di fila
tram da prendere svogliatamente
per arrivare a dirsi a qualcuno

la vuoi dire o tacere?
solo scrivere,
e cancellare, poi, col giusto gusto
di cancellare anche la pagina la lavagna?

Autore: Gianni Toti

Data: 1964

Numero serie: 1964_4738