la rosa è morta, non resta
che lo spettro della rosa, e si aggira
per i paesaggi interiori saccheggiati
dell’uomo senza rose che coltiva
florilegi di luce, elettronici mazzi
e immagini colori profumi all’occhiello
o un davanzale delle donne e dei palazzi
uno spettro,
tenerissimo,
che dolcemente incombe
terrorizza le mie notti
(il lungo giorno buio, voglio dire,
prodotto riprodotto perforato automatico..)
lo spettro della rosa nel castello
dell’Hom ex macchina, condannato
al Processo senza dota,
alla cltivazione
di rose spettrali con spine d’Acciaio..
Autore: Gianni Toti
Data: 1964
Numero serie: 1964_4735

