aveva avuto un viso, ma adesso
avevo solo una faccia programmata,
con i sorrisi pianificati, e tiè assegnati,
e ombre di dolore e schiarite di gioia
regolate da un piccolo sole interno
con un suo corso elettronico perfetto:
l’anima perforata, calettata e un alberino
verticale, e un collare al vertice inferiore
di un parallelogramma di forse,
un effetore preciso per il goal di massa,
calcolato su una velocità angolare stabile,
controreazioni centrifughe, e circuiti di eccetera…
aveva avuto un viso, vagamente ricordava
ora solo diodi e triodi regolavano le sue smorfie,
e sorrideva frequentemente, come stabilito,
e avrebbe voluto sorridere quando non,
o non sorridere affatto –
ma non si poteva più,
e neppure soffrire, solo piccole fulminee fitte
di doloretti dialettici, efficaci per la quota
di gioia assegnata, confezionata a macchina,
infiocchettata da puntuali sorrisi
sull’ex-viso
dell’uomo ucciso
Autore: Gianni Toti
Data: 1964
Numero serie: 1964_4732

