un giorno d’ore variabili
oggi ventiquattro domani
quattro
e le ore interminabili
comincerò col pomeriggio
al porto dell’alba, quando
mi farò la barba
un o’ra di sessanta minuti,
e una di cinque,
un’ora doppia, un’ora-secolo
(così rimo col trasecolo)
tu dirai mai a che pensi?
dondolandoti sui pensi=
li giardini
dei cretini che si accontentano
dei calendari e dei giornali
e la mattina hanno vinto
la scommessa d’un altro giorno
mentre io se voglio ritorno
indietro, verso ieri
che mi è riuscito male
ed è finito all’ospedale..
Autore: Gianni Toti
Data: 1964
Numero serie: 1964_4702

