e verrà una mattina senza mattina
una mattina che sarà già notte
e ci guarderemo tutti di spalle
senza fronti solo acuminate tempie,
gli specchi ci rifiuteranno
e ci frantumeremo in schegge
di stupidi sorrisi, nel va e vieni della paura
cercheremo le lenzuola infantili
e non avremo più letti,
finisce di morire, viene subito
la fantasia depressa di un futuro
psichicamente debole, malato negli ottobre
e nelle porte di casa
la violenza era così dolce e premurosa
che la pazienza ne se ando via
confondendo il passato prossimo e il futuro anteriore
e le ics e le ipsilon
dell’equazione insolubile,
ma come ho fatto a passare
dal futuro semplice all’imperfetto
e dall’imperfetto al passato remoto?
torna indietro il futuro
radicando i calenelari
Autore: Gianni Toti
Data: 1964
Numero serie: 1964_4630

