non era sua, tra le gambe,
nè mia, tra le labbra ,
ma qualcosa di incompiuto
che non avresti compiuto tu
nè altri,
avresti detto che latrava
che era un cane azzurro o un silenzio disperato
o un’aurora ancora addormentata
e svegliata da una macchinetta elettronica,
oppure
una macchinetta elettronica svegliata da un’aurora
o qualsiasi altra ingenua metafora illusa
si portarla al di la di al di qua
non era mia nè sua, ma un guizzo
di vita autonoma che moriva
a ogni istante, un agonia felice,
bisognava tentare, nient’altro,
tentare di essere
essere lo spasimo
ininterrotto..
Autore: Gianni Toti
Data: 1964
Numero serie: 1964_4576

