vecchia parola qualsiasi: qualsiasità rinnovata,
gli orologi, te ne sei accorta, corrono più svelti,
e la parete che sembrava lontana, in fondo
alla tua vita si avvicina, come un futuro
che insegna il passato, un millennio al galoppo
dietro i secoli in fuga, troppo vissutie stanchi,
cammino lentamente, eppure sono in fuga,
e pesanti colonne di tempo le gambe,
cerco i bottoni delle macchine dei sogni,
premerli quanto, meglio, senza queste auforie qualsiasi
Autore: Gianni Toti
Data: 1964
Numero serie: 1964_4509

