III
ma poi si accorse di essere anche lui
un organismo, come tutti gli altri,
permanente e transitorio, uguale e diverso,
e che lui era femminile la sua donna era maschile
e amavano i loro opposti sguardi,
perchè dovevano vedere il mondo insieme
con quella doppia cista, agganciati,
penetrare era il verbo e scopriva soddisfatto
che le porte erano state chiuse e
così era giusto aprirle, entrare,
continuare a entrare nell’impenetrabile
che si difendeva così, ritraendosi
davanti a quella dolce inquieta fuiosa
peentrazione cieca infinibile
la vita profumava di lutti eleganti
e misteriosi, e tutti erano ormai professionisti
della ocrtese attesa della transizione altrui,
tra mucchietti di cenere azzurra residua
con le pinzette dell’attenzione afferrava
lacerti di esistenza,
e si pensava
solo un istante, si distraeva subito
con il sangue di una vena senza vena
che gli palpitava attorno, in un’orbita interrogativa
Autore: Gianni Toti
Data: 1964
Numero serie: 1964_4450

